Prima che arrivassero gli uomini a cambiare le cose, la vita nel “bush” Africano scorreva tranquilla e pacifica. Tutti gli animali parlavano la stessa lingua e c’era completa armonia. Il leone si nutriva di erba e le giraffe avevano il collo corto. L’elefante era il re di questo mondo e si occupava di proteggere tutti gli animali del regno dal pericolo e naturalmente dai dinosauri. Gli dei erano gentili con gli animali e quando la popolazione dei dinosauri divento’ troppo numerosa gli dei li spinsero lontano verso nuove terre. Gli animali vivevano in un enorme cratere dove l’erba e gli alberi erano sempre verdi, durante tutto l’anno. Le piogge erano dolci ed abbondanti e i cieli erano sempre pieni di uccelli che si lasciavano trasportare dal vento e cantavano bellissime canzoni.
Ad un certo punto, però, lontano dal nord cominciarono ad apparire nuove strani fenomeni. Gli uomini arrivarono ed iniziarono a tagliare le foreste e a costruire dighe nei fiumi. La pioggia smise di cadere e tutta l’erba divenne gialla. Gli alberi persero le loro foglie e l’aria divenne ovunque secca e polverosa. Gli dei erano molto arrabbiati. In un attacco d’ira, uno di loro sradicò gli alberi e li lanciò al suolo con grande forza, a testa in giù, con le radici rivolte verso il cielo: così nacquero gli alberi che ora sono chiamati BAOBAB. In tutta questa confusione c’era ancora l’elefante che si guardava intorno per capire cosa stesse succedendo al suo regno. Il paradiso era cambiato. Nella disperata ricerca del cibo, il leone divenne cacciatore, la iena cominciò a nutrirsi di carogne, lo sciacallo divenne ladro, e alle giraffe crebbe un collo lunghissimo per raggiungere le ultime foglie rimaste in cima agli alberi e per vigilare tutto intorno evitando i pericoli. Il facocero iniziò a rifugiarsi nei buchi scavati sotto terra, quando il sole tramontava. L’elefante era molto triste per quanto stava accadendo, decise quindi di lasciare il regno per andare a cercare aiuto. Quando egli partì, molti animali decisero di andarsene via alla ricerca di un altro paradiso. Durante il suo viaggio, l’elefante incontrò il popolo boshimano e divenne loro amico. Era molto colpito dalla forza e dall’intelligenza di questa gente, pertanto li invitò a venire a vivere nel suo regno. Tornò la pace nel regno e gli dei si tranquillizzarono e tornarono ad essere sereni. Tornarono le piogge, l’erba ritornò ad essere verde e gli animali ingrassarono. Ma nonostante questo, il leone restò cacciatore, la iena continuò a nutrirsi di carogne e lo sciacallo continuò a rubare...
Dammi indietro mio figlio! – le urlò il mostro dalla porta.
Nelenda si spaventò a morte anche sapendo di essere sola nella capanna. Afferrò il bambino e lo porse al mostro. Il mostro gridò “Non cercare guai se non sono loro a cercare te! ” e in un solo boccone si mangiò la povera Nelenda. Gli abitanti del villaggio, solo il giorno successivo si accorsero della scomparsa di Nelenda. Di lei non c’era più traccia nel villaggio. Tutti si convinsero del fatto che se ne fosse andata per la vergogna di aver rapito un bambino non suo, ma gli anziani sapevano bene in cuor loro cosa fosse successo in realtà.